Come superare l’esame di guida

Estratto dal sito WEBPATENTE

E’ più difficile la pratica o la teoria?

“Superato l’esame di teoria, è fatta!” Alcuni, almeno, la pensano così. Per altri, invece, cimentarsi alla guida del veicolo è uno spauracchio maggiore che misurarsi con gli enigmistici quiz ministeriali. Una cosa è certa: l’esame di pratica richiede la stessa concentrazione assoluta che avete dedicato alla teoria. Anzi, in un certo senso, maggiore. Finché siete soli con la vostra scheda, potete anche permettervi di pensare una risposta sbagliata e, finché non tracciate la crocetta sulla relativa casellina, siete sempre in tempo a ripensarci. L’esame di pratica, invece, non perdona distrazioni, ogni sbaglio viene notato dall’esaminatore della Motorizzazione Civile, che deve giudicarvi.
Ma non spaventatevi troppo: se manterrete la calma, riflettendo su ogni manovra prima di compierla, andrà tutto bene. Del resto, non vi si chiede nulla che non sappiate fare. La prova pratica è semplicemente il punto di approdo di tutte le esercitazioni al volante che avete fatto. Quante? Per legge non c’è un numero minimo, è l’istruttore dell’autoscuola che giudica il grado di preparazione dell’allievo e decide quando può affrontare l’esame.

Attenti alle svolte!
Vi siete immessi sulla strada, l’esame vero e proprio è cominciato. Prestate molta attenzione alle parole dell’esaminatore: se dice “appena può svolti a sinistra”, forse vi sta avvisando che effettuare la svolta in corrispondenza della prima via non è possibile, perché è un senso vietato. Quindi, occhio alla segnaletica! Le svolte a sinistra richiedono una certa preparazione, occorre guardare lo specchietto, mettere l’indicatore di direzione e spostarsi verso il centro della carreggiata (se la strada è a doppio senso), oppure spostarsi completamente a sinistra (se la strada è a senso unico). La svolta a destra, un po’ più semplice, viene spesso richiesta all’ultimo momento, per valutare la vostra prontezza di manovra, per vedere come frenate e come scalate la marcia.

Gli errori più comuni
L’uso della frizione è il punto debole di molti allievi, che tendono a tenervi troppo spesso il piede sopra o a schiacciarla troppo presto quando devono fermarsi: così facendo si allunga la frenata, rischiando di tamponare o di arrivare “lunghi” a un incrocio. Altro errore classico è la posizione del gomito sinistro sullo sportello o quella delle mani: non fate gli spavaldi, tenendo soltanto la sinistra sul volante, mentre la destra sta sul cambio. Le mani devono stare entrambe sul volante, nella posizione delle lancette dell’orologio quando segnano le 9 e 15.
Il programma ministeriale d’esame prevede anche manovre di parcheggio, inversioni di marcia in strade strette, partenze in salita, ecc., ma non tutti gli esaminatori chiedono le stesse cose. Quel che conta è riuscire a dimostrare dimestichezza con l’auto, guidare rilassati, ma senza esagerare: un eccesso di confidenza può far supporre all’esaminatore che siete inclini a una guida poco prudente.

Gli esami non finiscono mai…
“Accosti a destra”: dopo questa richiesta, l’esaminatore vi dirà di lasciare l’auto in sosta, oppure in fermata. E’ quasi andata: l’esame è ormai alla fine, ma attenzione a non confondere i due ordini. Vanificare tutto, quando si è a pochi metri dal traguardo, sarebbe un vero peccato. Allora, ecco la differenza. Auto in “sosta”, significa a motore spento, marcia innestata (la prima se in pianura o in salita; la retromarcia se in discesa) e freno a mano tirato. In “fermata”, vuol dire a motore acceso, marcia in folle e freno a mano tirato.
La prova sembra conclusa, ma non lo è. Infatti, può essere oggetto di valutazione perfino il modo in cui scendete dalla vettura. Anche in questo caso, come alla partenza, si deve girare la testa verso sinistra per controllare che non sia sfuggito nulla al campo visivo dello specchietto e non arrivi davvero nessuno. Il consiglio è di aprire la portiera con la mano destra, per essere costretti automaticamente alla rotazione del capo. Alcuni candidati vengono bocciati proprio per non essersi comportati così.

Il momento della “sentenza”
Il verdetto “Idoneo” o “Respinto” viene subito comunicato. Se tutto è andato bene vi viene fatto firmare il verbale, per confermare la consegna della patente. Infatti, la patente viene direttamente e immediatamente consegnata dall’esaminatore, salvo impedimenti tecnici. Dovete apporre la vostra firma anche sulla patente, in corrispondenza della zona non plastificata, contrassegnata dal numero 7. Se siete stati respinti, vi sarà comunicato oralmente il motivo della bocciatura, la patente emessa verrà annullata e archiviata, con la conseguente restituzione della pratica che contiene i documenti ed il “foglio rosa”. Trascorso un mese, si potrà ripetere l’esame.
Spesso, invece, l’esito dell’esame viene reso noto soltanto dopo che il candidato è sceso dalla vettura. L’esaminatore lo comunica all’istruttore, che lo tiene per sé ancora per un po’. Infatti, di solito, gli esami si svolgono secondo questa prassi: l’auto usata per l’esame è seguita da una o due vetture di appoggio, con a bordo gli altri candidati, per evitare di dover tornare al punto di partenza dopo ogni prova. Chi ha fatto l’esame passa sulle vetture in coda, mentre uno degli occupanti di queste gli dà il cambio. Così, molte volte, per avere il risultato bisogna soffrire finché si torna alla base. Soltanto allora saprete se siete un “laureato” del volante.